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Un'auto bianca con una scritta rossa âTaxiâ sul tettuccio passò in quel momento. Sandwell sollevò la mano.
"Stazione di Roma Termini, per favore."
Mentre il taxi attraversava il fiume Tevere, all'improvviso cominciò ad avere dei dubbi, forse la chiave non era diretta a lui personalmente, anche se c'era il suo nome scritto sulla busta.
Cominciò a sentirsi a disagio, pensando alla possibilità che qualcuno lo stesse perseguitando. Magari era pedinato da qualcuno che soffriva di qualche tipo di disturbo.
Prima che potesse cambiare idea, il taxi accostò davanti alla stazione ferroviaria. I piedi davanti al terminal Sandwell cominciò automaticamente a ispezionare la folla dei viaggiatori, in gran parte formata da turisti. Si rese conto che chiunque di loro poteva controllarlo.
All'interno del terminal gli armadietti furono facili da trovare. Dietro a una parete di vetro con la scritta âDeposito Bagagliâ c'erano parecchie file di armadietti in acciaio numerati da uno a quaranta. Il numero trentasette era nella fila inferiore sulla destra.
Con la maggiore discrezione possibile si mise davanti all'armadietto e lo aprì. All'interno c'era un piccolo borsello nero in velluto lungo una ventina di centimetri. Vista la sua forma piatta oblunga doveva contenere in libro o qualcosa del genere.
Uscendo, mentre metteva il borsello dentro la sua giacca, Sandwell controllò che nessuno lo stesse osservando.
Dentro al borsello c'era un libro. Sembrava piuttosto vecchio e di valore. Sulla copertina in pelle marrone c'erano tre parole:
MIRABILIA URBIS ROMAE
E subito sotto:
Historia et descriptio urbis Romae
Quando aprì il libro qualcosa cadde fuori. Raccogliendolo vide che era una specie di carta da gioco. Riportava un'immagine colorata di un ecclesiastico. Il copricapo dell'ecclesiastico sembrava essere una tiara, stando a indicare che era un cardinale o un papa. La figura portava un bastone con tre stecche trasversali alla fine. Al di sotto c'era la scritta: âLa Papessa.â Lungo il lato della carta scritta con una calligrafia classica, quasi identica alla scrittura sulla busta bianca lesse:
Stupefatto da quanto vide, Sandwell fissò i caratteri, scritti al contrario. Dentro di sé mantenne la speranza che fosse tutto una specie di gioco.
Se era realmente qualcosa di importante, e ne dubitava, perché qualcuno avrebbe dovuto imbarcarsi in un approccio così contorto usando telefonate, consegne anonime su Vespe e armadietti nelle stazioni dei treni?
Allontanandosi a piedi, Sandwell si rese conto che senza ulteriori dettagli, cercare di rintracciare il mittente della busta era tanto inutile quanto cercare di trovare il guidatore della Vespa azzurra nel centro di Roma, sapendo che ce ne erano centinaia.
Doveva esserci un altro modo.
Fermandosi sul lato della strada gli tornò in mente l'immagine dell'ecclesiastico sulla carta.
Un ecclesiastico. Se c'era un posto sulla Terra che aveva le risposte alle sue domande sul libro era proprio lì a Roma. La prima cosa da fare era consultare un prete esperto o un vescovo. Controllando sul suo cellulare vide che la chiesa più vicina era la Basilica di Giovanni in Laterano, a pochi isolati da lì.
6
Arrivato davanti al sontuoso edificio trovò tutte le porte chiuse. Non c'era neppure alcuna fonte di luce se non un lieve bagliore, proveniente dalle finestre dell'abside, l'estensione a forma di cupola della basilica. Un motivo per nutrire qualche lieve speranza.
Tutte le chiese europee, specialmente quelle dei periodi più antichi avevano entrate e uscite separate per i compiti non cerimoniali con una porta sempre sul retro o di lato.
Quando andò a cercare la porta, scoprì che non c'era alcuna luce nella parte posteriore dell'edificio. Investigò ancora un po' al buio. Alla fine trovò una porta di accesso, piuttosto vicina al punto da cui aveva iniziato a guardare, ma con suo grande disappunto si rivelò essere chiusa. Suonare il campanello e colpire ripetutamente il battente in ferro della porta non portarono nessuna risposta. Tutte le speranze di trovare qualcuno all'interno a quell'ora sembravano una causa persa.
Nella sua immaginazione Sandwell cominciò a visualizzare la scena al controllo bagagli in aeroporto al suo arrivo di ritorno in Giappone.
âNulla da dichiarare, Signore?â
âNo, solo un libro antico. Probabilmente arte italiana, quattordicesimo secolo.â
"Buonasera," disse una voce dietro di lui. "Cosa sta facendo?"
Spaventato, si girò per vedere due poliziotti dall'espressione dura, membri della divisione motorizzata dei Carabinieri. Sembravano essersi materializzati dal nulla.
âNiente," rispose col cuore che batteva all'impazzata. "Non parlo bene l'italiano. Sono un turista e cercavo di scoprire a che ora aprirà la Basilica domani. Forse voi sapete dirmelo?"
Il più anziano, un poliziotto con baffi spessi e un volto butterato scosse la testa.
"Impossibile! La basilica è chiusa. Non ha motivi per essere qui a quest'ora."
Fissò Sandwell con i suoi occhi penetranti, rendendolo ansioso. Il nervosismo di Sandwell fu notato dal poliziotto più giovane.
"Sembra nervoso," disse, muovendosi in avanti. "Come mai? Perché?"
"Io? In realtà non lo so," replicò Sandwell. "Forse perché mi avete spaventato."
Il poliziotto si rilassò e si mise proprio davanti a Sandwell.
"Non lo sa? Nessuno è spaventato a meno che non ci sia un motivo per esserlo. Cosa faceva davanti a questa porta?"
"Nulla, come lo ho detto Signore. Ho spinto la porta per vedere se si poteva aprire."
Quattro sopracciglia nere si aggrottarono contemporaneamente.
"à stupido?â proseguì il più anziano. âLe ho detto che è chiuso. Non c'è nessuno qui a quest'ora. Perché stava provando ad aprire la porta?"
"Ci ho provato,â rispose Sandwell, alzando le spalle. âSono un turista, non sapevo fosse chiusa. Mi dispiace, ma nel paese dove vivo, ci sono sempre delle persone in un edificio come questo."
Sandwell sperò che questo portasse alla fine di tutto, ma, dopo aver confabulato per un minuto tra loro, ritornarono da lui. L'espressione poco amichevole del loro sguardo fece sentire Sandwell ancora più a disagio.
"Credo che ci sia più di quello che ci sta dicendo," disse l'agente più anziano. "Vuole venire con noi?"
Il poliziotto gli afferrò il braccio ma Sandwell riuscì a liberarsi di nuovo.
"Aspetti! Le sto dicendo che ho solo bussato alla porta!"
"Non ha scelta, ha capito?â Disse il poliziotto più giovane. âSi è comportato in modo sospetto gironzolando qui intorno."
"So che pensate sia sospetto," protestò sospirando. "Volevo visitare la basilica questa sera ma non pensavo fosse chiusa, ho pensato che qualcuno avrebbe risposto se avessi bussato. Quando non ha risposto nessuno ho pensato che avrei aspettato."
Non furono molto impressionati dalle sue argomentazioni. âIn ogni caso, non può restare qui," disse con impazienza il più anziano. "à meglio che aspetti in ufficio. Deve venire con noi, andiamo."
Sandwell desiderò che la terra si aprisse e lo inghiottisse. Se voleva restare fuori da una stanza per gli interrogatori, doveva inventarsi una buona storia. Raccontare loro una storia su strane telefonate, un messaggero non identificato su una Vespa, una chiave e un libro del quattordicesimo secolo lo avrebbe fatto atterrare direttamente in manicomio.
Seduto nel sedile posteriore dell'auto della polizia pensò al suo aereo che, entro poche ore, sarebbe decollato senza di lui.
Non appena arrivarono alla stazione di polizia, Sandwell fu condotto in una delle stanze per gli interrogatori e lasciato lì ad aspettare. Quindici minuti più tardi la porta si aprì e un uomo magro entrò nella stanza. Sembrava stanco e stressato. Non si era rasato, aveva i capelli in disordine e indossava un abito estivo beige spiegazzato. Sandwell pensò avesse sui trentacinque anni. Aveva una carnagione poco salubre simile allo stucco e stava sudando abbondantemente. Aveva un'espressione piuttosto da pazzo sul volto. Se qualcuno avesse detto a Sandwell che era un tipo dedito al crack non lo avrebbe sorpreso.