Всего за 0.01 руб. Купить полную версию
Pochi istanti dopo l'arrivo di Ravenswood a questa osteria, vi giunse un corriere del Marchese per avvertirlo, che il suo padrone non poteva prima della mattina del successivo giorno raggiugnerlo; onde Edgardo che, fuori di tal circostanza, sarebbe andato nella sera stessa alla sua torre di Wolfcrag, risolvè di pernottare alla Tana della Volpe, per aspettar quivi il suo nobil parente.
CAPITOLO II
AML. Cor di bronzo ha costui? scava una fossa,
E di canto ha vaghezza. ORAZ. É ministero
Consüeto per lui. Che antica usanza
Piega e tempra a sua voglia umano affetto.
Tremende visioni interruppero il sonno di Ravenswood, e le ore di veglia ei trascorse turbato da amare ricordanze intorno al passato, agitato da timori sull'avvenire, nè si accorse in questa effervescenza d'idee, della durezza dell'unico materasso, su di cui stette adagiato, o dell'orridezza della stanza assegnatagli; primo forse tra i viaggiatori, che avendo pernottato in quel miserabil canile, non si fosse lagnato la mattina sulla natura dell'alloggio; perchè il nostro corpo è delicato a proporzione della tranquillità dello spirito. Alzatosi di bonissima ora, e sperando dalla frescura del mattino quel sollievo che dal riposo della notte non avea potuto ottenere, s'avviò al cimiterio, lontano circa un mezzo miglio dalla Tana della Volpe.
Un leggier fumo turchiniccio, che incominciava ad innalzarsi dal tetto della casa ove stava il custode, contraddistingueva il soggiorno de' vivi da quello dei morti; onde Edgardo pensò che Mortsheugh fosse già tornato a casa e alzato da letto, e passando dinanzi al cancello del cimiterio, che trovò aperto, vide un vecchio che si affaccendava a scavare una fossa, e da quell'indizio lo giudicò la persona che andava cercando.
Sarà questo il mio destino, meditava Edgardo, ch'io non abbia mai dinanzi gli occhi fuorchè scene di morte e lutto. Ma no; non voglio avere la debolezza di dar adito a simili idee, nè di permettere che s'impadroniscano del mio spirito; già la mia immaginazione le ha coltivate anche troppo.
Il vecchio, accorgendosi di Ravenswood, che gli veniva incontro, interruppe il lavoro, e colle braccia appoggiate sulla sua vanga, guardava l'altro come in espettazione di udire che cosa si volesse da lui; ma vedendo che lo straniero continuava a tacere, aperse egli stesso un parlamento quale ai proprj mestieri addiceasi.
Voi sarete un avventore che vien qui per un matrimonio, ne sono sicuro.
Chi può farvi creder così, amico mio? gli chiese il sere di Ravenswood.
Gli è perchè, se nol sapeste, mangio a due tavole, e adoperando a vicenda l'archetto e la vanga, ora assisto ai preliminari delle nascite, ora alle conseguenze delle morti; e mi basta un'occhiata per capire i bisogni di quelli che mi vengono a trovare.
Questa volta nondimeno vi siete ingannato.
Possibile? soggiunse il bidello dei morti guardando il forestiere con maggiore attenzione. Eh! già, è tanto fragile la nostra vita!.. Aspettate; vi vedo sulle sopracciglia un segno qualche cosa in somma che può essere egualmente indizio di nozze e di cataletto. Basta! la mia zappa e la mia vanga sono ai vostri comandi, come il mio archetto e il mio violino.
Vorrei, gli disse Edgardo, che apparecchiaste un decente funerale per una povera vecchia, di nome Alisa Gray, il cui soggiorno era a Craigfoot, nel parco di Ravenswood.
Alisa Gray! la cieca Alisa! É dunque morta finalmente? Anche questo è un tocco di campana che mi avvisa di far fagotto. Mi ricordo tuttavia, quando Hobby Gray condusse questa donna fra noi. Non era allora venuta in discredito; e per essere inglese, avea il grillo di guardarci tutti dall'alto al basso. Dov'è andata a stare adesso la sua superbia? E da quando?
Da ieri a un'ora. Ha mostrato desiderio di essere sepolta qui vicino al cadavere di suo marito. Voi saprete ove sia!
Se lo so! Potrei nominare uno per uno tutti quelli che sono stati sepolti qui nel giro di trent'anni, e mostrare il sito ove sta il cadavere di ciascun d'essi. Ma converrà pensare a scavarle una fossa. Dio mi aiuti! Non ci vuol mica una fossa delle comuni per una tal donna; conviene che sia profonda almeno sei piedi; perchè, se è vera sol la metà delle cose che Alisa ha dato a dire di se in vecchiezza, certamente le sue commari, le streghe, sapranno farnela uscire per condurla seco a baccano. Ma ch'io faccia una fossa di sei piedi, o di tre, vorrei sapere chi mi pagherà?
M'incarico io di pagare tutte le ragionevoli spese.
Ragionevoli! Statemi bene ad udire. Già, la mia giornata per cavare la fossa; poi, la tassa della campana, benchè la nostra campana sia in pezzi; la cassa; la birra e l'acquavite per non lasciare a secco queste fatiche; in somma, non vedo che possiate farla sotterrare decentemente, come ne mostrate intenzione, a meno di pagarmi sedici lire scozzesi.
Eccole, ed anche qualche cosa di più. Abbiate dunque cura che il tutto sia eseguito onorevolmente.
Voi sarete, m'immagino, qualche parente suo d'Inghilterra, perchè ho inteso dire che abbia fatto un matrimonio inferiore alla sua nascita. Se così è, vi regolaste ottimamente lasciandola tribolare finchè è vissuta, come vi regolate ottimamente adesso col procurarle una decente sepoltura; perchè gli onori prestati ai defunti vanno più a vantaggio delle loro famiglie che di loro stessi. Va bene! lasciar che i parenti si cavino, come possono, d'impaccio, e paghino il fio delle proprie pazzie finchè son vivi; ma sarebbe cosa contro natura il permettere dopo la loro morte, che venissero sepolti a guisa di cani; il disonore cadrebbe allora sull'intero parentado. Quanto al morto, ciò non gli fa nè caldo, nè freddo.